Le autorità ungheresi hanno avviato un’indagine sul giornalista investigativo Szabolcs Panyi con l’accusa di aver spiato il governo per conto dell’Ucraina, in una mossa che intensifica ulteriormente le tensioni politiche in vista delle elezioni parlamentari del 12 aprile.

Panyi, giornalista noto per i suoi reportage sui legami del governo ungherese con Mosca, è stato accusato pubblicamente giovedì da Gergely Gulyás, capo di gabinetto del primo ministro Viktor Orbán, secondo cui avrebbe agito “in collusione con uno Stato straniero” contro l’Ungheria.

“Vengono scoperti sempre più spie ucraine nel Paese. Il primo di loro è Szabolcs Panyi”, ha dichiarato Gulyás in una conferenza stampa, aggiungendo che il giornalista è stato identificato come operante contro il proprio Paese. Il portavoce del governo Zoltán Kovács ha confermato che è stata avviata un’indagine formale. La polizia ungherese non ha risposto immediatamente alle richieste di commento.

Panyi ha respinto le accuse, definendole senza precedenti in uno Stato membro dell’Unione europea. In una dichiarazione pubblicata sui social media, ha affermato che accusare giornalisti investigativi di spionaggio riflette pratiche più comunemente associate a regimi autoritari, “della Russia di Putin, della Bielorussia e di regimi simili”.

Panyi lavora per la testata investigativa ungherese Direkt36 e per la piattaforma Vsquare.org, con sede a Varsavia. I suoi reportage si sono spesso concentrati sulla presunta influenza russa in Ungheria, inclusi temi sensibili legati alla sicurezza nazionale e alla politica estera.

Il caso si sviluppa sullo sfondo di una campagna elettorale sempre più polarizzata, nella quale Orbán cerca di prolungare il suo dominio sedicennale affrontando una forte sfida da parte di una forza di opposizione di centrodestra. Il primo ministro ungherese ha presentato il voto imminente come una scelta tra “guerra o pace”, sostenendo che i suoi avversari trascinerebbero il Paese nel conflitto nella vicina Ucraina – un’accusa che l’opposizione ha respinto con decisione.

Allo stesso tempo, il governo ungherese ha ripetutamente accusato sia Kyiv sia Bruxelles di interferire nel processo elettorale, affermazioni respinte da tutte le parti coinvolte.

Le relazioni tra Ungheria e Ucraina si sono deteriorate significativamente nelle ultime settimane, in parallelo con l’intensificarsi della retorica elettorale. Le accuse contro Panyi si inseriscono in un quadro più ampio di rivendicazioni governative secondo cui l’attività dell’intelligence ucraina starebbe aumentando all’interno dell’Ungheria.

La controversia è inoltre collegata a recenti notizie di stampa riguardanti i rapporti tra Ungheria e Russia. All’inizio della settimana, Orbán ha ordinato un’indagine su quello che ha definito la possibile intercettazione del ministro degli Esteri Péter Szijjártó.

La decisione è seguita a notizie secondo cui Szijjártó avrebbe mantenuto strette comunicazioni con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov durante riunioni dell’Unione europea. Secondo tali ricostruzioni, informazioni su discussioni riservate sarebbero state condivise in tempo reale con Mosca.

Szijjártó ha inizialmente liquidato le accuse come “fake news”, ma in seguito ha riconosciuto di aver avuto conversazioni con il suo omologo russo durante le pause delle riunioni dell’Unione.

Ulteriori polemiche sono emerse dopo che la testata filogovernativa Mandiner ha pubblicato una registrazione audio in cui si sente Panyi discutere numeri di telefono presumibilmente utilizzati da Szijjártó per comunicare con funzionari russi. Il giornalista ha confermato l’autenticità della registrazione, spiegando che le informazioni facevano parte di un’indagine volta a verificare l’esistenza di canali di comunicazione sensibili.

Secondo Panyi, i numeri di telefono sono stati utilizzati nel contesto del lavoro giornalistico per incrociare informazioni con servizi di sicurezza di un altro Paese europeo. Ha negato qualsiasi cooperazione con agenzie di intelligence straniere e insiste sul fatto che le sue azioni rientrino nell’ambito del giornalismo investigativo.

In una dichiarazione pubblica dettagliata, Panyi ha affermato che il suo lavoro si è concentrato sull’individuazione di possibili canali di influenza e comunicazione tra funzionari ungheresi e attori russi, inclusa la verifica dell’uso di metodi di comunicazione non dichiarati o informali.

Ha inoltre fatto riferimento a preoccupazioni più ampie emerse durante le sue indagini, tra cui indicazioni provenienti da più fonti secondo cui flussi finanziari legati alla Russia potrebbero aver coinvolto l’Ungheria. Tali affermazioni, ha osservato, sono difficili da verificare a causa della mancanza di meccanismi istituzionali in grado di indagare in modo indipendente su alti funzionari governativi.

Panyi ha sostenuto che le accuse nei suoi confronti sono politicamente motivate e legate al suo lavoro giornalistico in corso. Ha suggerito che il governo potrebbe tentare di screditare preventivamente il suo operato in vista delle elezioni.

Antoinette Nikolova, direttrice della Balkan Free Media Initiative (BMFI), ha avvertito che il caso rappresenta una forte escalation a poche settimane dalle elezioni ungheresi, definendo le accuse contro Panyi come intimidazione e punizione. Facendo riferimento a precedenti articoli, citati da Reuters, sul lavoro del giornalista relativo al ministro degli Esteri Szijjártó, ha sostenuto che simili sviluppi erano in precedenza impensabili all’interno dell’Unione europea.

“Abbiamo visto giornalisti accusati di spionaggio in Russia, non nell’Unione europea”, ha dichiarato, aggiungendo che quando il giornalismo investigativo su sicurezza nazionale e influenze straniere viene reinterpretato come spionaggio, “il confine tra controllo e crimine inizia a sfumare”.

Secondo Nikolova, la posta in gioco va ormai oltre la libertà dei media in Ungheria, trasformando il caso in una più ampia prova europea sulla possibilità che il giornalismo continui a chiedere conto al potere senza essere trattato come un nemico dello Stato.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

The using Party credits the source Party prominently (EUAlive)

, , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *